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omissam

omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , ... (continua)


Nell'albo d'oro:
La tragedia della propria libertà
RASKO'LNIKOV RIPETE' LA SUA DEPOSIZIONE...
il libero arbitrio,
coltello ambivalente,
stigmatizza le mie stimmate da parolaio.
Il minimo confine,
ondivago fluttuante,
tra il giusto fine e il delirio del possesso
porcellizza le aspirazioni da...  leggi...

L'albero di Pascale
Aspettami,
tornero' al tramonto.
Pascale,
sette fratelli belli,
vola con gambette d'origano
occhi vispi,
luci sorgenti,
boccassassina, lieve come rumore...
corre sempre Pascale
insegue cirri malandrini
lune perrenni
cieli di zinco.
E' il...  leggi...

Cari mi furono
con occhi cerchiati ma lo faccio...
fuoriuscito, tra i solchi del tempo ma lo faccio...
ricordo, ricordo
ricordo quelle sere
c'erano le lucciole ancora...
rivedo quelle sere sul balcone
in bocca a tramonti che
solo sta città sa dare,
mio...  leggi...

Il mortobello
Le unghie,
lucide snellenti,
appaiano incantate.
La compostezza diafana
irradia la stanza di lucciole candide,
cristalline svolazzanti.
Il volto ancora acceso
dal pallore esangue del trapasso
sembra chiedersi che ora è...
gli...  leggi...

La mia isola
Figlio, figlio mio.
Unico!
Mio bene assoluto,
arcobaleno d'organza,
figlio dei miei travagli
baluardo delle mie insicurezze...
sei un miracolo
il figlio che voglio
un padre, un figlio
un equilibrio precario ci unisce
il tuo volto sul mio...  leggi...

Dei miei scrittori
In questo mattino di luce moscia
fatico a vedere la mia ombra.
Il mondo, triste fin da giovedì,
fà da contorno al mio andamento sparso.
Provo ad aggiustar le cose
con facce da birbante
piedi da cosacco
ma il pallore dello...  leggi...

Agaetis byrjun
In quest'attimo di popcorn e ciliege
incrocio te
arcipelago dei sogni miei.
T'immagino oleosa e solfurea
piangente suadente
colma di pesci scarlatti
attorniata da elfi gioiosi
alianti ridenti
patate al forno.
Ti vedo correre
su miriadi di...  leggi...

Parla con lei
Parla, parla con lei.
Falla sentire unica, imprescindibile.
Prendi le sue guance fra le mani
e scruta i suoi occhi.
Pizzica il suo naso con grazia da bimbi,
fa delle sue labbra
le pagine del tuo libro più bello.
Parla, parla con...  leggi...

Gonadi stracche
Quando sarò andato via
la notte s'approprierà del giorno,
come sempre.
La gente camminerà lo stesso
i bimbi continueranno a piangere.
Quando andrò via
sarà un giorno qualunque,
una scritta a stampatello
su un...  leggi...

Dalle dita
Certo, il salto da lassù
deve esser stato arduo.
Neanche mi hai avvertito...
Avrei potuto mettere una camicia più bianca,
candida.
Anche se i segnali c'eran stati,
come quella volta,
era un martedì ascensionale mi pare,
che...  leggi...

omissam

omissam
 Le sue poesie

La prima poesia pubblicata:
 
Sodo mia o tua? (28/08/2010)

L'ultima poesia pubblicata:
 
Lei sta morendo (17/06/2017)

omissam vi propone:
 Dei miei scrittori (13/02/2011)
 La mia isola (05/06/2011)
 Il mortobello (25/07/2011)

La poesia più letta:
 
Sarah piange (08/10/2010, 8267 letture)

omissam ha 10 poesie nell'Albo d'oro.

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Leggi i racconti di omissam

Le raccolte di poesie di omissam


Autore del giorno
 il giorno 16/03/2016
 il giorno 10/05/2014
 il giorno 27/12/2012
 il giorno 26/09/2011

Autore della settimana
 settimana dal 30/01/2012 al 05/02/2012.

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Varvara Dobroselova e Makar Alekseevic Devushkin sono cugini di secondo grado e vivono uno di fronte all'altra sulla (leggi...)
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La tragedia della propria libertà Riflessioni
RASKO'LNIKOV RIPETE' LA SUA DEPOSIZIONE...
il libero arbitrio,
coltello ambivalente,
stigmatizza le mie stimmate da parolaio.
Il minimo confine,
ondivago fluttuante,
tra il giusto fine e il delirio del possesso
porcellizza le aspirazioni da Raskòlnikov siberiano...
se l'intelletto aiuta ad organizzare
assemblee con neuroni arditi
il pensiero,
free svagante,
si traveste da sordido imbonitore.
Può l'animo umano,
maliziosamente imbracato da dogmi etici de ecumenici,
resistere ai tentacoli perniciosi della libertà endemica?
Può il mio pensiero,
pur così mattonellato,
ampiamente indirizzato,
esser scevro dalla incauta
consapevolezza di poter osare
oltre l'ambivalente lecito?
Ragiono e spero...
raziocinio e dispero...
l'eterno alcatraz di questo dominio
m'arroviglia sul bordo mastodontico
della disillusione organizzata.
Questo stesso delitto,
il pensato,
diviene onnipotente castigo.


omissam 14/02/2012 17:40| 10| 4557

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.

Nota dell'autore:
«...L'intelligenza fa di me un uomo libero... quindi in grado di capire... pensare... tutto questo non ha qualcosa di tragico?»


 
Commenti sulla poesia Commenti di altri autori:

«Eterna diatriba fra determinismo e libero arbitrio. Avercela la risposta, son millenni che ci giriamo intorno. Prima dovremmo avere le idee chiare a proposito di ragione e di intelletto, a proposito di ragionevole e razionale e così via fino a... Dove? Il libero arbitrio. Difficile che esista, anche la vantata libertà di pensiero ha i suoi paletti. Ogni cosa è detrminata? E' chiaro che non è così. Sarebbe misero, insensato e fin troppo comodo. Non ci rimane che la casualità. La maggior parte degli eventi accadono non per nostra volontà e le nostre scelte, in relazione ad essi, sono frutto di infinite variabili. Una libertà condizionata la nostra. E il “pensiero”,genitore e non figlio della libertà: dono o castigo? A noi la scelta. Forse...»
nemesiel (01/07/2013) Modifica questo commento

«Si fa un gran parlare della società come limitatrice delle libertà personali ma questa poesia scritta in maniera egregia mi e ci ricorda quanto queste limitazioni siano i paletti che necessariamente fissiamo, affinché le nostre responsabilità, (la naturale risultante della libera scelta) non gravino troppo sulla nostra coscienza. E' come se ci limitassimo volontariamente perché la tanto agognata e sospirata libertà fosse in realtà un terribile spauracchio da cui fuggire.»
Massimiliano Moresco (10/06/2013) Modifica questo commento

«L'autore spinge a riflessioni inerenti il pensare, il comportarsi, l'interagire con gli altri, seguendo l'istinto ed assecondando la propria libertà, mai assoluta ma circoscritta da un susseguirsi di eventi, ora costruiti dall'uomo, ora già prestabiliti da CHI o COSA, ben non si sa. Gestire il libero arbitrio è una responsabilità a cui nessuno può sottrarsi senza accettarne le conseguenze, altrimenti, come sottolinea in modo ben forte e dubbioso l'autore, LA TRAGEDIA DELLA PROPRIA LIBERTA' è prossima. Un testo in parte condivisibile, scritto con autentico sentire umano, impostato non solo poeticamente. Segnalo con sincero piacere!»
Arcangelo Galante (22/06/2012) Modifica questo commento

«se entri nella mente di un killer... infine il buio inghiottirà anche te... e questo non sono io a dirlo, ma illustri, molto più savi di me... dov'è il confine tra lecito ed illecito dentro noi stessi? La morale, non quella religiosa, non quella civile, ma quella intima, della nostre psiche, la definiamo noi e via via che procediamo in questi giorni da inventare, abbiamo quel diabolico strumento, divino, del libero arbitrio, di spostarne confini... continuamente... il brutto è che più in là si va peggio si sta, tanto più quando nella nostra organizzata follia abbiamo la sfortuna/fortuna di capire, comprendere, conoscere l'abisso in cui si precipita... e quella sensazione di caduta libera diviene inarrestabile... angoscia soli di fronte a sé stessi»
Angela Fragiacomo (15/02/2012) Modifica questo commento

«beh... il pensiero ci rende schiavi... o forse i dogmi del pensiero...
quanto si puo' osare, ma sopratutto (ed è qui il bello) chi dice fino a che punto si può osare...
è veramente il nostro (sottolineo) nostro pensiero quello che ci limita nel bene e nel male?... io credo che in taluni casi (rari) sia la nostra stessa anima a catalizzare dei paletti... ma per tutto il resto ... puro artifizio...
e vedo che anche tu la pensi in parte come me!
ottima per stile, per concetto... per tutto...
ps:(anche le foto sono sempre mitiche)»
EnzoL (14/02/2012) Modifica questo commento

«Splendida. Colpito anche dalla nota che stignmatizza un sentire che condivido. Sarebbe molto meno tragico vivere senza pensare...
Fiocco e segnalo!»
Club ScrivereDuilio Martino (14/02/2012) Modifica questo commento

«E' una domanda che mi sono posta più volte, e spesso mi sono sorpresa a invidiare gli esseri non pensanti... ma... esiste davvero il libero arbitrio? siamo davvero così liberi di decidere o piuttosto nel nostro DNA è già scritto a grandi linee il nostro futuro? E' vero possiamo scegliere, ma a volte non siamo in grado di farlo per via del nostro bagaglio ereditario, delle esperienze che ci hanno segnato...»
Fiammetta Campione (14/02/2012) Modifica questo commento

«L'intelligenza fa di tutti noi esseri liberi e ci permette l'adattamento e il connubio con la natura, e qui si parla di ciò che l'uomo nel corso della sua esistenza ha usato per vivere meglio, sospinto da due cose fondamentali l'istinto di sopravvivenza e l'intelligenza che insieme hanno fatto paura perché ci hanno portato a livelli di vita come quelli che abbiamo oggi.»
PULSE Morganti Paolo (14/02/2012) Modifica questo commento

«l'intelligenza Raskol'nikov capire e comprendere vivere nella beata ignoranza e non viverci, il pensiero ci rende liberi eppur d'esso siamo schiavi, il pensiero nostra gioia e nostro dolore...»
Barbara Golini (14/02/2012) Modifica questo commento

«Raskolnikov... "Delitto e castigo... capolavoro di Dostoevskij... m'immersi nella lettura di questo romanzo e mi assentai completamente da tutto... m'assorbì totalmente... alla fine mi sentivo lui... davvero!!!
Ottima la tua riflessione, osata col tuo solito linguaggio che imbarca pensieri di portata superiore... bivio fra ragione e irrazionale sentire, libertà... invisibile, insidiosa tagliola sul nostro cammino... arma meravigliosamente pericolosa, nelle nostre mani bambine...»
Club ScrivereElena Poldan (14/02/2012) Modifica questo commento

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Riflessioni
La quattrocentesima poesia è stata scritta
Non piove mai
Esploro il vuoto
Io, il papa e sette sigarette
Amorevolissimome
La femmina desueta
Autistico pensiero asfittico
Fantasmi estatici capitolini
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Due madri non bastano
I poeti non vivono
Otats id etnerappa airofue
Ho resto di me
E la metamorfosi continua
Io senza di te
La tragedia della propria libertà
Sarò pure autore della settimana ma
La rassicurante assolutezza dell'ignoranza
La vita negli occhi
E prima della doccia chiedo
Dategli voi un titolo
Ho la fortuna di esser vivo
Usare poco i motori
Giuro che non scrivo più fino al 7 c. m
Giuro che non scrivo piu' fino al 7 c. m
Dalla finestra accanto
Il tempo, quello mio
Del parlar perduto
L'empio, ampio, scempio
Vox clamantis in deserto
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 I suoi 2 racconti

Il primo racconto pubblicato:
 
La bolletta (30/07/2011)

L'ultimo racconto pubblicato:
 
I destinanti (10/02/2012)

Il racconto più letto:
 
La bolletta (30/07/2011, 962 letture)


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